venerdì 18 febbraio 2011
accade e accadde... Elsa
venerdì 4 febbraio 2011
giovedì 27 gennaio 2011
in memory...
Dietro le sbarre
due occhi marroni di un bambino
smarriti
guardando il suo gemello
là, che giaceva sulla terra
con gli occhi stranamente azzurri
due pezzi di cielo
il boia l'aveva piantato
mentre
la terra cavalcava il cielo
e scendeva insieme alle goccia di pioggia
pieno di fumo e cenere
che odorava di carne umana
Ti prego Dio, mormorò il bambino
cercandolo lassù dove doveva essere il cielo
mentre la notte calò buia
senza stelle e speranza
e il bambino capì
che Dio si nascondeva
terrorizzato
dalla pazzia umana... Suzana Kuqi
lunedì 17 gennaio 2011
falsa partenza... Elsa
... Mentre stavo sul volo che mi riportava a casa,
il termine... falsa partenza, mi inchiodava il viso all'oblò.
Il cielo nero di pece, il collo perforato dall'inquietudine
il mio sguardo, credo comunichi con le pareti di casa.
Vorrei rompere qualcosa.
Imbrattare il bianco candido... forse starei meglio.
Forse questo è l'epilgo di una falsa partenza... Elsa
giovedì 6 gennaio 2011
rumore... Elsa
martedì 28 dicembre 2010
il mare di gelo... Elsa

... Mi stordisco di sale e penetro il gelo.
domenica 5 dicembre 2010
Yara... Elsa
lunedì 22 novembre 2010
lunedì 25 ottobre 2010
...
A.De Saint-Exupery - Il piccolo principe
sabato 11 settembre 2010
anima... Elsa
Penetrare l'abisso sarebbe arduo per chiunque non conosca le chiavi della mia anima... Elsa
giovedì 2 settembre 2010
...
venerdì 28 maggio 2010
nel vento... Elsa
valico ignoto che traversa la vita.
Il tempo volteggia con Essa.
Tutto ciò che desideriamo è un estensione nel tempo,
ed il vento in Esso muove i sogni.
Alcuni hanno il tempo di amare ad altri non è concesso.
Il vento, nomade di frontiera,
non ha concesso al tempo di amarTi...
Ma io ti ho vissuto in Esso…nel Vento.
Elsa
giovedì 27 maggio 2010
memoria... Elsa
lunedì 24 maggio 2010
mia... Elsa
giovedì 20 maggio 2010
nonna... 20.05.2010

Per Tue ottanta primavere,
per il ricordo che hai di me
nell’avermi vista nascere,
per li Tuo cuore forte come l’amore
che mi hai dato,
perché ognuno dovrebbe godere
di istanti unici come è stato concesso a me,
perché costelli l’infinito
mentre ricopri il mio cuore nel timore di perderTi,
perché mai Ti perderò, fra i granelli di
sabbia sulla mia riva Tu hai un colore speciale.
Tua Elsa
lunedì 17 maggio 2010
... Elsa
sabato 1 maggio 2010
sabato 24 aprile 2010
...
mercoledì 21 aprile 2010
venerdì 19 marzo 2010
immenso... Elsa
venerdì 12 febbraio 2010
mercoledì 27 gennaio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
un imposta a fottere... Elsa

Oggi che il lavoro è sempre meno e nero
Oggi che pagare le tasse è un imposta a fottere
Oggi che la differenziata ti rubano i bidoni
Oggi che il digitale è una boiata peggio della Social Card
Oggi che sono stanca
Oggi che a Te hanno messo casa all’asta
Oggi che alla materna devi portare la carta e l’acqua
Oggi che le volanti forse senza benzina
Oggi che nelle scuole bloccano il foto/copiatore
Oggi che cinquecento euro fanno di me un uomo
Oggi che ancora non mi sento Vinta.
ELSA
martedì 19 gennaio 2010
questa non è la forma del mio cuore...
io so che i picche sono le spade di un soldato
so che i fiori sono armi da guerra
so che i quadri significano denaro in questa arte
ma questa non è la forma del mio cuore
questa non è la forma del mio cuore ...
lunedì 11 gennaio 2010
uno Stato che non ha memoria semplicemente non è... Elsa

lunedì 4 gennaio 2010
il nuovo anno... Elsa
venerdì 18 dicembre 2009
perchè Natale...

venerdì 11 dicembre 2009
mercoledì 2 dicembre 2009
mercoledì 25 novembre 2009
mosso ...
venerdì 20 novembre 2009
mercoledì 11 novembre 2009
domenica 1 novembre 2009
semplicemente Alda...
mercoledì 21 ottobre 2009
mercoledì 14 ottobre 2009
annuso...
osservo la sua luce
perchè il buio illumina l'anima.
Ti lascio un impronta lungo il sentire,
il sale valica gli argini.
L'acqua non possiede una forma,
se non quella della sua essenza.
la mia.
Elsa
giovedì 1 ottobre 2009
sms...

Stanchezza infinita, sono sul treno dalle cinque del mattino.
Giro, poi mi fermo.
Adesso bloccati perchè un tale ha deciso che doveva essere questo il treno che poneva fine alla sua esistenza.
Povera gente.
Tanta gente sta male e lo si scopre solo quando è troppo tardi.
Ho bisogno di dormire.
Elsa ti saluto...
martedì 29 settembre 2009
un fiore...
martedì 22 settembre 2009
pari dignità...
La sua fermezza nel sostenere le sue motivazioni, la nascita di Emergency. Il mio pensiero va inevitabilmente ai professionisti della folgore caduti a Kabul. Non parlo di eroi… lungi da me un termine simile. Ricordo bene il dolore e la rabbia per gli operai della Saras ma non sputo sul Tricolore che avvolge questi uomini al loro rientro in patria. Possa essere la loro coperta di Linus in un mondo di pace.
Vorrei sicuramente urlare Pari Dignità davanti alla morte.
Vorrei che per ogni monumento ai caduti in guerra ve ne fosse uno che ricordasse le morti bianche.
Teresa conosceva bene le profondità dell’abisso chiamato guerra… Noi tutti conosciamo bene il numero dei morti nei cantieri, spesso figli di un ipocrisia all’apice. La nostra lotta sarà perenne e ogni nome dovrà essere ricordato con la Medesima Onorabilità.
I responsabili continueranno ad esistere fin quando una sola stella continuerà a brillare. Il nostro sdegno non fuggirà al loro sguardo.
Adesso la tenerezza di Teresa mi porta con se… in un luogo chiamato Kabul, qualcuno la chiama missione di pace… ma i morti di ieri, oggi e domani saranno numeri di matricole smembrate e decedute in guerra.
Amo il mio Paese e non posso essere indifferente davanti a questo evento luttuoso, tutti figli del medesimo tricolore, liberi di librarsi in volo con lo stesso aquilone.
giovedì 17 settembre 2009
domenica 13 settembre 2009
settembre...
domenica 6 settembre 2009
riflessione...
Bussa alla porta la mia vicina di casa,
non ricordo più da quanto tempo non la vedessi,
la trovo magra... mi chiede se ho del caffè da prestarle,
volentieri le regalo una confezione nuova,
lei mi osserva e chiarisce che presto me lo restituirà.
Annuisco e rimango perplessa...
Elsa
mercoledì 2 settembre 2009
il mio saluto...

lunedì 31 agosto 2009
quando partire vuol dire morire...

Scappavo dal mio Paese
con un misero bagaglio
fatto di stracci e speranza.
Il mare era azzurro
come la felpa che indossavo.
Poi divenne freddo
come le notti nel deserto.
Siamo partiti in tanti
stretti stretti su un barcone.
Un sorriso e poi la disperazione più cupa.
Non sapevo nuotare
ho sentito il freddo dell'acqua
segarmi le gambe
mentre il mare mi riempiva i polmoni.
Quante anime in fuga.
Adesso il mare non fa più paura
a Porto Empedocle
sul tavolo di un freddo obitorio
non sento più i morsi della fame.
ELSA
pss la pubblico per la seconda volta... ritengo sia un dovere verso ciò che sta accadendo, ciò che è accaduto e ciò che accadrà.
venerdì 28 agosto 2009
un azzardo...

Il mio mondo è fatto di piccole cose,
piccole grandi emozioni che si nutrono di sale,
non è semplice raccontarle… non lo è mai stato.
Ho ritrovato Juan ed i suoi monili molto speciali,
ho sentito l’angoscia degli "irregolari" ogni volta che
qualcuno chiamava i vigili…
... questo accade nel mio paese
… diventa più lieve solo là sotto.
Elsa
mercoledì 19 agosto 2009
lunedì 17 agosto 2009
venerdì 7 agosto 2009
sensi...
mercoledì 5 agosto 2009
domenica 26 luglio 2009
john mary... babbo
spesso ti chiamo così...
l'azzurro dei tuoi occhi che diventa severo alle volte mi inibisce... come quando ero piccola e bastava un tuo sguardo.
John Mary...
oggi so da chi ho preso la mia "insana" passione per la lettura... come quando ero piccola e ti vedevo chinato sul tuo quotidiano.
John Mary...
martedì 21 luglio 2009
silente...
mercoledì 15 luglio 2009
il seguito del seguito...

Giocavamo come bimbi… lui che mi prendeva ed io che gli sfuggivo nella tormentata brama di averlo. Potevo leggere il desiderio nel suo sguardo… l’ansia di possedermi. Le nostre risate si fecero più lievi, in nostro affanno non si placò neppure nella profondità di un bacio che scivolava dentro. Arrivammo sulla riva , ci sedemmo sulla sabbia , ascoltammo la voce del mare, lo respirammo. Io cingevo le mie gambe sul suo bacino, i miei seni sule sue spalle. Ancora una volta fuggii la presa… di corsa verso il nido. Il tempo di varcare la soglia… Ci perdemmo in un assaggio di frutta senza mai smettere di osservarci.
Indossavo un jeans… rigorosamente scalza accesi qualche candela… dolce il rumore delle onde sulla battigia. Ci baciammo con una passione tale da sentire i sensi vibrare. Non ricordo come ci trovammo senza veli uno di fronte all’altro… avevamo smesso di correre ma non di giocare. I baci divennero ancora abissali , le sue mani si insinuavano in ogni dove… Il piacere era intenso mentre i corpi si esploravano. Ogni centimetro della mia pelle era coinvolto in un vertice nel quale ci perdemmo entrambi… si soffermò sul mio seno e adorava sentire la reazione del mio corpo. Toccai con mano le sue labbra mentre la sua lingua si insinuava dolce… Gli baciai le spalle e lo assaporai. Avvertì il mio piacere fra le gambe, come io sentii il suo… Non smetteva mai di tenermi strette le mani. Mi piaceva… fino a quando volli sentirlo parte di me. Ci unimmo in una danza frenetica ma dolce… Amava passare le sue mani fra i miei capelli, adoravo sentire crescere il suo piacere… fra le mie gambe. Si ritrasse, ci sedemmo avvinghiati. Stretti in un abbraccio forte… ancora ci esplorammo, il letto divenne un campo di battaglia… mentre ci donavamo senza riserve.
Avevamo spento i cellulari, nessuno poteva violare quella dimensione. Mi chinai sui suoi piedi piano scalai le sue gambe… assaporando la pelle salmastra. L’odore della notte ci travolse… le sue parole appena sussurrate mi penetrarono laddove godere era un imperativo voluto. Non ricordo cosa dissi… ricordo solo che con i movimenti delle mie mani lo accompagnarono in ogni dove… insieme godemmo di un sentimento che era nostro, di una passione travolgente. Sentirlo in me, faceva si che lui mi sentisse sua completamente. Spossati, ci concedemmo una tregua sulla riva, inesorabilmente finimmo in acqua... parte essenziale di entrambi, per poi ricominciare mentre piano lasciava scivolare le sue dita sul mio profilo. Movimenti sempre più audaci… il nostro sorriso nello stesso istante in cui scoppiò il piacere.
Giù al mare… il suo piccolo monolocale, fra aromi selvatici come il mirto.
Elsa
sardegna ENI si FOTTE la CHIMICA...

sabato 11 luglio 2009
si dice...

si dice avesse uno strano nome, G8...
bizzarro appellativo però...
Si dice anche, fame nel mondo e tanti soldi...
Ma devono essere le solite malelingue.
Se fosse vero il nome del tizio... un mojito ed un rutto.
I soliti pettegolezzi... consueta maldicenza, mah !!!
La Cina... osservo il mare e sogno la mia barca a vela.
lunedì 6 luglio 2009
venerdì 3 luglio 2009
lunedì 29 giugno 2009
mercoledì 24 giugno 2009
mercoledì 17 giugno 2009
IRAN...

giovedì 11 giugno 2009
il tutto...
mercoledì 10 giugno 2009
domenica 7 giugno 2009
l'assenza di un essenza...

Flashback
" le Ducal... Le Ducal... Le Ducal..."
Nell’attesa, scrutavo la stanchezza su ogni viso… il mio non so che espressione avesse. Erano passati diversi mesi da quando Rachele era partita. L’attesa divenne un calvario... oramai ero al terzo caffè, quando sentii la voce dello speaker che annunciava l’arrivo del volo. Cercai invano di darmi un contegno… ma trasudavo emozione e contentezza. Sentii pronunciare il mio nome… il tempo di voltarmi e fu Lei a prelevare me. Nessuna parola, solo un lungo abbraccio e qualche lacrima. Le sistemai i bagagli sulla mia auto, le chiesi dove avrebbe preferito andare… non rispose ma sorrise.
Presi la litoranea… ancora una volta ci ritrovammo vicino all’acqua. Le chiesi se aveva fame, Lei annui… poco dopo eravamo al pub.
Cavallo e patatine, grazie!!! Adelscott per sei !!!
Sotto il tavolo sfilai le mie scarpe, a piedi nudi iniziai a parlarle di ciò che fu… le dissi che Gora aveva perso il lavoro all’interno dell’hotel… causa recessione… le spiegai che adesso con l’inizio della stagione estiva aveva ripreso a vendere cd masterizzati sulle spiagge. Fu allora che mi chiese di Marco… le dissi che era a Londra, che sporadicamente ci sentivamo, ma che spesso era di Lei che aveva bisogno e non di me. Rachele rispose dicendo che Lui doveva trovare la sua pace, aveva un gran percorso da fare… sinceramente non seppi che dire, avevo condiviso una notte con Marco e francamente il suo di dentro non era emerso almeno quanto il mio. Era tanto tempo che non ingurgitavo birra, mi ero quasi scordata quel sapore dolciastro. Rachele scoppiò a ridere, non gli chiesi perché, mi bastò osservarla e ridemmo insieme … per cosa , ancora oggi non è dato saperlo!!! Riesumò una vecchia foto… che catturava un istante della nostra infanzia.
La lasciai sotto casa sua… puzzavo come un bosco di bergamotto!!!
sabato 30 maggio 2009
un vuoto colmo...

Flashback...
Le Ducal… fra un ora sarò li ad aspettarla.”
L’ auto costeggia il mare… arrivò l’ora dell’aperitivo. Ero fortemente a disagio, ma cercavo di nasconderlo come un personaggio in cerca del suo autore. Ci sedemmo, bevemmo… solo nell’istante in cui sollevai il mio bicchiere lo guardai negli occhi. Fulminata ed incenerita sul mio lido. Fu una frazione di tempo quasi impercettibile… ma tanto bastò. Sentivo il suo sguardo penetrarmi… non feci in tempo a chiedermi cosa lo avesse colpito di me, o forse non volli...
Pagò il conto e fummo ancora sulla sua auto… Cercai di poggiare la mia borsa, quando sentii il calore della sua mano sul mio profilo…mi voltai… piano iniziò a baciare il mio viso, piano baciai il suo… i baci divennero intensi tanto da stordirci piacevolmente. Sentivo in lui una passione che piano divenne mia.
Dovevo rientrare in ufficio… mi aspettava un’agenda fitta di impegni. Mentre mi riportava alle origini teneva stretta, quasi come in un morsa, la mia mano, non la lasciava neppure per il cambio marce… Cercai di rendergli il compito più semplice sfilando la mano, la riprese e mi disse che non poteva guidare senza sentire il mio contatto… mi piaceva, scivolavo in un vortice di partecipazione che mi rendeva insicura ma volitiva. Accostò un ultima volta… mi baciò ancora e poi ancora ed io con le mie dita toccavo le sue labbra… scivolavano laddove a lui piaceva, laddove a me piaceva sentirlo.
Al bivio avevo scelto di salire su quel treno... sentivo il suo profumo a prescindere da qualsiasi cosa facessi quella sera.
Flashback...
".... a piedi nudi mi ritrovai a vagabondare fra la mente ed il cuore, disorientata fissavo un vuoto colmo di me. "
Elsa
mercoledì 27 maggio 2009
il lavoro uccide ancora...
domenica 24 maggio 2009
il bene del mio paese...
Leggo che il “ papi” italiano esprime la volontà di voler andare in parlamento per chiarire una sua vicenda personale. Mi chiedo quanto gli italiani abbiano bisogno di sentire mega cazzate in sede istituzionale… A me non me ne fotte un accidenti delle sue vere o presunte cene di gala con al seguito la compagnia del “gentil” sesso.
Mi domando… se proprio vuol farci sapere i cazzi suoi, può farlo dal solito salotto, evitandoci soap stomachevoli e bugie palesi, consentendoci di spegnere la TV !!!
Vorrei che il “papi” andasse in Parlamento per aggiornarci sulle vere condizioni dei terremotati… sul caldo infernale di questi giorni all’interno delle tendopoli… vorrei che lui ci andasse per spiegarci meglio il decreto sicurezza, che magari argomentasse sui nostri veri o presunti lager nazisti che danno accoglienza agli emigrati… vorrei che ci andasse per riferirci riguardo ai posti di lavoro che ogni giorno diminuiscono, riguardo all ‘arroganza di E.N.I che fotte la chimica con tutti i suoi operai… Gli chiederei anche perché in Sardegna aumentano in maniera esponenziale le concessioni demaniali a scapito di chi non può permettersi il costo di un ombrellone e di un lettino su una spiaggia.
Sarebbe interessante… molto meglio delle sue penose verità… che peraltro non interessano a NESSUNO.
Elsa


























Penso sia stato detto tutto... mi auguro che non sia stato invano. Elsa




