venerdì 28 agosto 2009

un azzardo...



Il mio mondo è fatto di piccole cose,
piccole grandi emozioni che si nutrono di sale,
non è semplice raccontarle… non lo è mai stato.

Ho ritrovato Juan ed i suoi monili molto speciali,
ho sentito l’angoscia degli "irregolari" ogni volta che
qualcuno chiamava i vigili…
... questo accade nel mio paese
… diventa più lieve solo là sotto.

Elsa

13 commenti:

Elsa ha detto...

... e giochiamo ai soldatini con aerei che sfrecciano con un tricolore in lutto non lontano dall'acqua...

il monticiano ha detto...

In appena otto righe hai detto e fatto capire tutto quello che di barbaro sta succedendo nel nostro -- una volta -bel paese.
Io non ci sarei mai riuscito.

Renata ha detto...

C'è l'angoscia, c'è il dolore per l'impotenza, c'è tutta la partecipazione di un'anima sensibile.

Un grande dono, emozionare con coinvolgente semplicita.

Un abbraccio complice.

Lara ha detto...

Cara Elsa, mi unisco ai commenti precedenti di Aldo e di Renata.
Sulla tua sensibilità e capacità poetica non ci sono mai stati dubbi.

Bentornata cara, un abbraccio!
Lara

Jasna ha detto...

Menomale che il tuo mondo è fatto di piccole cose... perché è questo piccolo mondo a rendere speciale ciò che scrivi e che comunichi... é un brutto periodo questo per tutte quelle persone che come te e me e molti altri sognano un mondo migliore fatto di uguaglianza, fraternità e pace. Una lieve emozione che è arrivata al cuore.

silvano ha detto...

Il nostro paese si sta perdendo e noi con lui.

Lucien ha detto...

Strani giorni anche nel mio mare.
Un giorno i bagnanti li hanno difesi e aiutati a nascondersi dai vigili. Un'altra volta gli hanno fregato quasi tutta la roba, abbandonata nella fuga.

Sebastiano Landro ha detto...

L'intolleranza verso coloro che non la pensano come noi, oppure hanno uno stile di vita diverso dal nostro, può essere rimossa solo da una educazione al sociale e alla democrazia.

Luigina ha detto...

Sei tornata alla grande Elsa. Questi tuoi versi comunicano con un'intensità e una capacità rara l'angoscia di chi non considera il tuo mare un luogo di vacanza. Un brivido di emozione che tocca le coscienze. Grazie cara di avermelo procurato!

Elsa ha detto...

Quando partire vuol dire morire...

"Scappavo del mio Paese
con un misero bagaglio
di stracci e speranza
Il mare era azzurro come
la felpa che indossavo.
Poi divenne freddo
come le notti nel deserto.
Siamo partiti in tanti
stretti stretti su un barcone.
Un sorriso e poi la disperazione più cupa.
Non sapevo nuotare
ho sentito il freddo dell'acqua
segarmi le gambe
mentre il mare mi riempiva i polmoni.
Quante anime in fuga.
Adesso il mare non fa più paura.
A porto Empedocle
sul tavolo di un freddo obitorio
non sento più i morsi della fame."
ELSA

pss rispondo con questi versi che scrissi tempo fa.
grazie.

il Russo ha detto...

E' un paese che non merita da tempo la maiuscola, è un paese che si distrugge giorno dopo giorno, un paese che vede nella tua regione e nelle assurdità che ci ha mostrato quest'estate (incendi, mezzi anfibi in aree protette ecc.) lo specchio perfetto della sua autodistruzione.

Elsa ha detto...

@ Russo

VORREI SAPERE DA CHI DIPENDONO IN CONTROLLI, perchè a quanto pare gli stronzi non hanno mai smesso e continuano ad esserci !!! Chissà che dal loro bellissimo acquario non venga fuori lo SQUALO
ERGO che i sardi diano un colpo di reni per se stessi e un calcio in culo agli altri.
Questo è l'augurio che rivolgo alla mia terra che come ha giustamente detto Russo è stata oggetto di scempi e nefandezze.
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Per tornare agli " irregolari"
ho comperato solo da loro e nulla da altri... Non perchè io abbia l'aureola ma perchè mi piacciono i loro monili e ci vado matta, parlano della loro terra e sognano di tornarci...

libero ha detto...

bello questo blog/mare