giovedì 18 dicembre 2008

aziendale la cena...


Una corsa forsennata fra una vetrina e l’altra… mi percorre l’ansia… lascio che mi percorra. L’acqua mi bagna, lascio che mi bagni… Ho chiesto a Rachele di tenermi compagnia e darmi qualche suggerimento per la formalità di fine anno… Lei mi parla, io indosso, provo, smetto, riprovo, storco il naso, mi incazzo… passano due ore e mezza… dopo aver indossato un intera boutique, scelgo il più semplice dei tailleur con gilet.
Rachele scuote la testa nel suo vestitino viola… ha ragione, non l’ascolto mai quando si tratta di vestiario, però la sua presenza mi rassicura… Abbiamo femminilità diverse, lei è sempre stata di una dolcezza unica fin da piccola… mentre lei si avvicinava cauta alla riva, io avevo il mare dentro. Mentre Rachele adora pizzi e merletti… Elsa fa della essenzialità la sua pelle.
Sorrido sorniona e sfilo la camicia… Ho scelto, sotto il gilet il nulla! Tacchi alti , nessun ornamento.
Il mio tatoo, un po’ di terra sul viso e il lucido sulle labbra. La formalità dei numeri è confezionata con un pizzico di narcisismo e una giusta dose di anarchia.
Rachele come ogni anno non verrà… come darle torto se pagherei per non andarci io… ma non posso evitare pena un richiamo di cui non ho bisogno. Verso casa mi percorre la quiete, lascio che mi percorra… lungo il mio profilo viaggia un pensiero… aziendale la cena. Lungo la strada mi attraversa un sorriso intriso di acqua, lascio che mi attraversi…
Penso all’ipocrisia delle strette di mano, penso agli auguri dispensati a memoria… penso che non durerà in eterno… Penso al sorriso dei bimbi del Campo Rom…

Fra l'una e l'altra io scelgo sempre l'acqua...

15 commenti:

UIFPW08 ha detto...

Quando i pensieri si uniscono
la mente vola.. molto bella
"Fra l'una e l'altra io scelgo sempre l'acqua..."
Maurizio

riri ha detto...

ipocrisia, parole scontate, conosciute, ripetute, poi forse anche il regalo aziendale......
mi bastò una volta, poi, come Rachele, dissi no, avevo un alibi.....
descrizione accurata...
un besito piccola Elsa, anche a Rachele, soprattutto al mare....

Alberto ha detto...

L'ipocrisia e i sorrisi prefabbricati sono una cosa che odio al massimo.

Ishtar ha detto...

Mmm sorre leggo il nome di un uomo...sono felice, ciao cara :)

Jasna ha detto...

ma cosa sei? miiiiitica... ! fanciulla se proprio devi andare vai... ma, mi sa che questa volta preferisco la coerenza di rachele.... e il tuo pensiero che è sempre la come un chiodo fisso... il tuo mare.

Elsa ha detto...

Rachele canta in un pub,
Elsa fa un altro lavoro...
oppure è la stessa persona???:)))

Jasna ha detto...

ma ci fai pure gli scheretti ora...? un po' me lo immaginavo ... diciamo che rachele rapresenta cio' che vorresti essere o è la vera te?

clochard ha detto...

La vita è una commedia e ognuno ha il suo ruolo nella recita.Ogni tanto c'è qualche attore che non segue il copione o diventa un genio o un disoccupato.
Con affetto
Clochard

Il Massimo ha detto...

Che rottura le cene aziendali. Quasi mai niente di vero, di genuino.
Però se ci tocca, ci tocca
Porta pazienza, nel frattempo di auguro un luminoso 2009.
Ciao.

Elsa ha detto...

@ uifpw08

is really

@ riri

la mia non è la prima volta è la prassi... due mega palle industriali!!!
ma come ho scritto farò in tempo a fuggir via:))

@ alberto
l'ipocrisia è la cosa che mi sconvolge maggiormente, dietro a tanti sorrisi sostanza zero.

@ jasna

sai, non è tanto per incoerenza, è che alle volte non si può dire di no. Nel mio caso non posso, allora penso a chi non ha nulla e il regalo aziendale sai dove finisce??? lo sai... l'ho scritto!

@ clochard

si recitano infinite parti, ma un giorno la maschera di cristallo si infrangrà per cospargere l'anima di innumerevoli frammenti (taglienti),
la mia si è rotta da un pezzo...
tacere e acconsentire non è da me,
ma alle volte parla un sorriso in meno e dice tantooooooooo.

@ il massimo

già!

frank ha detto...

Elsa, riesci sempre a smuovere aspetti nascosti della coscienza. in certe occasioni si scontrano le nostre diverse anime. Proprio oggi sono nella stessa situazione: una cena aziendale. La mia parte più individualista rifiuta certe formalità, ripete che l'unica cosa che mi lega veramente con gli altri che incontrerò è solo il marchio stampato sulla busta paga; l'anima più sociale invece chiede la sua parte, accetta anche di mascherarsi pur di trovare altri cui confrontarsi.

Maurizio ha detto...

Rachele e Elsa si compensano e si vengono incontro per vincere quel senso di "inadeguatezza" che è in loro e attorno a loro... alla ricerca continua di un equilibrio instabile e dell'appagamento di un bisogno innato... che ancora non riescono a comprendere... uno specchio per tutti, o per molti....
A presto...

Elsa ha detto...

Rachele non è venuta come al solito, la cena è stata un susseguirsi di strette di mano...di richieste, come va? tutto bene ovvio!
Tutti osservavano gli altri... io con il mio gilet nudo sotto, sorridevo sorniona e osservavo l'orologio.
Presidente, Amministrato etc...Vi saluto è stato tutto bellissimo come sempre:)...Poi via di corsa lungo il litorale, il mare era calmissimo...Rachele mi aspettava con i doni, dovevamo fare una corsa li vicino...( top-secret)


a tutti un grazieeeeeeeee
Elsa ( anche per quest'anno l'ipocrisia è andata)

Jasna ha detto...

Ti capisco ! la mia non voleva essere una critica.... ti abbraccio !

Elsa ha detto...

ho compreso cara:)))
un abraccio.