martedì 13 gennaio 2009

gaza diario di bordo...


Ennesimo giorno di navigazione. Il tempo è incerto, la visibilità non è buona. Nell’aria un odore acre di sangue. Forse l’ossigeno è penetrato dal fosforo bianco, forse lo sono le ferite che devastano corpi inermi.
Annoto i numeri sulle pagine del registro giornaliero… 1860 la risoluzione ONU, abortita sul nascere per la non volontà delle parti… 277 il numero dei bambini assassinati.
Il mare in tempesta si infrange contro l’umana pietà. I cadaveri vanno lasciati in mezzo al mare… non vi è il tempo per una degna sepoltura terrena. L’attimo di una riflessione presenta la morte... L’attimo di una distrazione forse neppure le vergini… Questo non può essere il mare dei profeti.
A stento riesco a riflettere, la solita fitta a farmi male… Se soltanto l’uomo riacquistasse la capacità del dialogo... Forse se gli uomini imparassero l’arte dello sfinirsi a parole, dello sfiancarsi a proferire le cazzate più grosse… forse diverrebbero rivelatori di grandi incertezze… e per queste continuerebbero a discutere le parole.
Il buio copre la notte, il fuoco lo illumina ancora una volta. Tutto ciò mi impedisce di continuare a scrivere il mio diario.
Il mare sembra piatto… questo mi fa paura.

13 commenti:

NADIA ha detto...

hola quello che leggo mi spaventa, quello che vedo mi sconvolge....
dentro di me orrore e rabbia!!!
hasta siempre!!!

p.s.OLTRE il silenzio delle grandi super-potenze mondiali!!!

Elsa ha detto...

bisogna aver paura di chi non sa PARLARE:

Cesco ha detto...

Il dolore, cara Elsa, non cessa mai di tormentare. La guerra è incomprensibile, le soluzioni sembrano ragionevoli, eppure sono chimere, perchè l'odio sembra scritto el nostro codice genetico, la volontà di essere distanti, di essere ciechi e di non voler guardare quello che accade. Spesso si cerca di riparare ad un torto con un altro torto, e non trovi nessuno disposto a dire "mettiamoci una pietra sopra", e lasciare tutto il dolore alle spalle. La guerra non cessa perchè abbiamo bisogno di distruggere qualcuno, per rivalsa verso qualcosa che ci sembra ingiusto, e poichè non riusciamo a venirne a capo ci rifacciamo uccidendo chi non si puà difendere. Odiamo il tizio che chiede le elemosina all'uscita del supermercato, gli sputiamo addosso la nostra indifferenza, picchiamo e cacciamo via a calci chi chiede i propri diritti. Con queste premesse, pretendere che la guerra non esista è pura utopìa. E intanto le persone muoiono senza sapere neppure perchè.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

La Storia darà ragione ai palestinesi. Questo è certo.

Maurizio ha detto...

Cosa c'è da spiegare? Cosa c'è da capire? In tutto questo, mi chiedo... quali risposte ci possono essere, se non il MALE assoluto?
La repulsione...

Elsa ha detto...

L'impotanza fondamentale di riscoprire l'imortanza della PAROLA.

Sabatino Di Giuliano ha detto...

Ho sempre diffidato di chi parla poco o per nulla.
E' una tragedia atroce. E gli interessi bloccano qualsiasi soluzione
Ciao
Piacere di conoscerti

Elsa ha detto...

benvenuto a Te:)

DIFFIDARE SEMPRE DA CHI NON PARLA
IMPORTANTE E FONDAMENTALE E' PARLARE.

@ Cesco

tu parli di DNA... allora bisogna cambiare il codice genetico con le parole.
Non si sputa sul mendicante, io non lo faccio...mele che vada gli offro qualcosa. Se non possso pazienza, ma di certo non ci si sputa sopra. Protremmo essere NOI.

@ maurizio

si ... il senso di repulsione è forte.
Quando scrivo sento realmente quello che dico.

roberta ha detto...

Situazione inaudita,l'impotenza di chi vorrebbe dar voce al dialogo, ad una soluzione del conflitto è sempre più forte. Noi possiamo poco, serve la volontà dei governi di aiutare la mediazione. Hamas sta facendo il gioco di israele, alimenta la violenza, non dimostrando di non avere a cuore le sorti del suo popolo.Le potenze straniere dovrebbero aiutare i due stati a trovare i confini: due popoli, due stati.

Elsa ha detto...

io credo che ci sia a monte una manipolazione di tutto e di tutti.
Ecco perchè ribadisco che bisogna PARLARE.

frank ha detto...

ormai in questo mondo viviamo come automobilisti nel traffico: ci isoliamo dentro la nostra auto limitandoci a guardare fuori dal finestrino, ma non facciamo altro che seguire il flusso delle auto,difendendo il nostro spazio e -se ne capita l'occasione- togliendolo agli altri. al di fuori scarichiamo gas ormai inutili per noi, ma tossici per gli altri. talvolta protestiamo, ci arrabbiamo per quello che qualcuno ci fa sotto il naso, ma la nostra voce non esce dall'abitacolo e non cambia nulla e continuiamo a partecipare a questo flusso senza fine di cui non ricordiamo l'inizio. muti in un movimento immobile, incapaci a contrastarlo: siamo spettatori inutili del macello che succede la di fuori in strada, molto vicino a noi.

Elsa ha detto...

il fatto che ne parliamo ti sembra poco?
a me onestamente no...
Frank nel nostro piccolo facciam rumore... le cannonate non servono.

Elsa ha detto...

la giornata di ieri è stata un ennessimo bollettino di guerra sporca.
Lurida per tanti motivi, il fosforo che penetra i bambini di Gaza...per me è una ragione che valta le altre pur sempre fondamentali.
Quando tutto sarà finito..quando la paura passerà, quando il cielo avrà ancora il suo colore... forse i cuori dei bimbi batteranno meno forte, ma poi...
io davvero non lo so.