martedì 23 settembre 2008

quale gloria nella vendetta...



Dopo quasi Trent'anni Mamoiada rivive il suo incubo peggiore, quello della faida.
Ridente paesino di collina... fra le case, l'imponenza della chiesa di Nostra Signora di Loreto, anime 2.700 circa.
Lui aveva solo 23 anni e ha subito un processo barbaricino. Anno 2008 corrente mese.
Mi chiedo per quale motivo un uomo si senta in diritto di togliere la vita ad un altro uomo... Io non concepisco a prescindere tutto ciò. Sento un grande dolore ogni qualvolta succede questo. Mamoiada e le sue splendide tradizioni... il fascino delle sue maschere... magia delle sue tradizioni. Gente splendida, accogliente e per nulla banale... Ma allora perché?
Con la mente ritorno indietro con il tempo... quando da ragazzina incuriosita volevo capire la storia, l'origine di quel sentire. Penso all'astio mai sopito fra pastori e contadini... Fra chi coltivava la terra e chi l'animava allevando bestiame...
Grandi lavoratori da entrambi le parti... ma spesso bastava che un gregge di pecore sconfinasse su un terreno coltivato... quei muretti a secco mai abbastanza alti da impedirlo... Il lavoro del primo diventava vano senza il controllo del secondo. Passi la prima, forse la seconda... poi il morto ammazzato. La faida nasce da qui... intere famiglie nella nostra Barbagia sono finite in un vortice sanguinoso per difendere il prodotto del loro lavoro... esisteva un codice che difendeva donne e bambini... non regole scritte... ma regole parlate! La figura del balente prendeva forma... ma sul sangue scuro di chi? Di quanti? ... di tanti. Ho avuto modo di conoscere certe realtà, ma essendo nata in città...non sono mai riuscita a capirle fine in fondo. Non riesco ad andare oltre la mattanza del macello, che da bambina, nelle mie visite in paese... mi spaventava a morte. Sentivo prima il rumore delle gambe rotte di una mucca e poi... Ma non ho mai compreso l'uomo con il fucile puntato, mirato su un altro uomo... Questo mai. Oggi sono un po' più grande e continuo a non capirlo... o forse lo capisco ma non lo condivido... Tante cose sono cambiate... anche i codici parlati non hanno più un senso... Dopo tre decenni Mamoiada brucia ancora per il dolore di una Madre e di un Isola. La mia Condanna volutamente espressa e sentita verso una forma di giustizia "fai da te"... Basta con i rancori mai sopiti in nome di un ingiustizia da vendicare nel sangue. Anno 2008 corrente mese.

ps chiedo scusa ma di più non riesco a scrivere, ringrazio fin da ora chi fra Voi volesse esprimere la sua opinione...

8 commenti:

Jasna ha detto...

io non sono sarda, ho sempre sentito parlare di storie di briganti... che sono diventati nei secoli quasi un materiale caratteristico di quella terra così selvaggia... non riesco a dare una ragione o un torto a tanta ferocia ... forse perchè noi comuni cittadini, e con cittadini intendo gente di città che non da valore alle piccole cose , come una pianta di mirto o a dell' insalata schiacciata... forse la cultura del fai da te è riuscita a sopravvivere per una mancanza di giustizia vera... da parte delle istituzioni... ciò non giustifica che un uomo debba togliere la vita ad un altro uomo. Mi dispiace Elsa per il tuo profondo turbamento.. ma da una parte ti ringrazio per aver reso pubblico a tutti un avvenimento che ha tanto del medioevo ma che per motivi... sconosciuti sopravvive ancor oggi vicino a casa nostra.

ziorina ha detto...

Nel leggere il tuo post, si intuisce subito quanto tu sia indignata e turbata per tale avvenimento. Per questo mi permetto di commentare semplicemente dimostrandoti tutta la mia solidarietà e comprensione per uno degli aspetti umani davvero incomprensibili, ma la cultura della "vendetta" Aimè!! fa parte della specie umana che sopraffatta dall'istinto bestiale, dimentica la ragione e soprattutto le ragioni del passaggio su questa terra.
Buona vita!!

Ishtar ha detto...

Ciao Sorre sia che la penso come te, anche se nella mia personale ricerca, ho trovato altre ragioni, che non giustificano comunque la privazioned di una vita, il codice barbaricino, motivo di disonore a mio parere, nacque come forma di ribellione di protesta nei confronti del colonizzatore del momento, uno fra tanti lo stato italiano...
Questo era solo per arricchire l'origine...
Detto questo, non penso che con questi metodi si tenga alta la tradizione di un posto ne si rivendichi un identità che così viene solo sporcata...
Stessa origine della mafia insomma, ha solo un altro nome.
Queste sono quelle cose che ti fanno quasi vergognare di essere sarde, anche se amiamo la nostra terra non significa che ci va bene o accettiamo tutto!
Ciao

Elsa ha detto...

@ ishar
Già... lo Stato è sempre stato latitante in certi contesti.
Ma in origine non fu colpa di altri coloni, perchè la storia insegna che proprio all'interno della nostra isola mal ci arrivarono...Il centro non fu mai espugnato. Le istituzioni hanno gravi responsabilità sono d'accordo con te. Per quanto riguarda la mafia non sono d'accordo...almeno all'origine.
Mi chiedo se l'omerta sia dovuta alla paura o ad una abitudine consolidata nel granito sardo. Quindi continuo a pensare che sia un prodotto nostrano...ma quello peggiore. Quello per cui il sapore della vendetta non rende l'uomo degno di esserlo.

Nella ha detto...

Ciao ^_^ hai un premio da ritirare

Arcala ha detto...

Ciao Elsa. Tu Sarda io Siciliano due isole una tradizione. Il dolore per una vita stroncata si placa solo col tempo. A volte pensiamo alla barbarie di quell’azione e cerchiamo nel nostro smarrimento qualcosa a cui aggrapparci, qualcosa che ci aiuti a capire, qualcosa che si aiuti a sopportare l’immenso dolore che aggredisce e divora i nostri cuori è allora che cerchiamo lo Stato. Lo Stato un’entità istituita dagli uomini per organizzare e controllare gli uomini. Lo Stato è come il sale ti accorgi che non c’è quando è finito. Sai cosa dicono i venditori di sale che vanno in giro per Palermo a venderlo? “Comprate il sale e conservatelo, quando mi cercate non mi trovate”. Ecco il segreto dello Stato è tutto in quella frase. Ogni volta che aspetti che lo stato intervenga per evitare che qualcosa di molto serio o di irreparabile accada, allora ti accorgi che non c’È, poi all’improvviso quando Lo senti arrivare annunciato dal suono delle sirene, beh allora capisci che quello che si doveva evitare non lo è Stato. Ecco questo è lo stato. Se un’azione non viene commessa essa non può essere impedita! E proprio per evitare che tali azioni continuino a bagnare la terra del sangue dei suoi figli bisogna fare sempre e costantemente la stessa cosa. Studiare per diffondere la cultura ed incentivare la conoscenza. La violenza è figlia di un cervello che non trova una soluzione intellettuale per risolvere un problema. La cultura della vita si diffonde con il lavoro, l’impegno e il sacrificio di tanti. Personalmente spero che la caparbietà di quanti amano sarà dominante su quanti odiano, perché non conoscono l’amore.
P.S. se tutti fossimo un po’ più Indiani sicuramente conosceremmo molto meglio il significato della vita, della terra, della natura e dello star bene.
Che coincidenza! Ciao

Elsa ha detto...

Grazie Arcala per il tuo commento.

Penso che le due isole abbiano un comune denominatore nel morto ammazzato...ma che la storia sia diversa. Comunque su una cosa hai pienamente ragione, esite un disprezzo per la vita da fare paura...Per qualcuno non vale nulla. Che tristezza infinita...
Amo le tradizioni arcaiche della mia isola...hanno un sapore e un colore unico...ma disprezzo chi ruba la vita o la libertà di un suo simile.
Grazie per esserti ricordato degli Indiani...

Ishtar ha detto...

Grazie sorre, ciao