lunedì 16 giugno 2008

quando partire vuol dire morire...

Dieci giorni fa...
un tempo dimenticato
io non so il perchè...
e non lo saprò mai.
Scappavo del mio Paese
con un misero bagaglio
di stracci e speranza
Dieci giorni fa...
Il mare era azzurro come
la felpa che indossavo.
Poi divenne freddo
come le notti nel deserto.
Siamo partiti in tanti
stretti stretti su un barcone.
Dieci giorni fa...
Un sorriso e poi la disperazione più cupa.
Non sapevo nuotare
ho sentito il freddo dell'acqua
segarmi le gambe
mentre il mare mi riempiva i polmoni.
Quaranta anime in fuga.
Adesso il mare non fa più paura.
A porto Empedocle
sul tavolo di un freddo obitorio
non sento più i morsi della fame.

ps questa è la storia allucinante di una tragedia venuta alla luce con dieci giorni di ritardo.
In tutti Voi amici del blog cerco anche io una risposta....Nessuna foto per rispetto.

19 commenti:

Mendoza Valverde Fracisco ha detto...

così è la vita, nessuno mai sa come va a finire.

stella ha detto...

Che tristezza elsa!
Ti consiglio di cliccare su
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Un bacione

silvano ha detto...

Cara Elsa, le navi negriere ci sono ancora, solo che ci siamo evoluti ed ora ai negri, ai nuovi schiavi, facciamo anche pagare il viaggio. Chi sopravvive e ce la fa a scappare ai controlli, diventerà uno schiavo invisibile la cui vita non varrà niente, non sapremo nemmeno se un caporale un giorno deciderà di ammazzarlo. Chi viene intercettato diventerà un delinquente. Siamo una società di ipocriti bastardi.

Cesco ha detto...

Se penso che qualcuno aveva proposto addirittura di sparare sui barconi con le navi militari... Ma la cosa più fastidiosa è l'espressione schifata della gente che vede in TV un barcone carico di disperati approdare in un porto, dove nelle loro espressioni terribili si leggono disperazione mista anche a sollievo per essere vivi. Quanti di loro hanno raccontato di un parente che è morto durante la traversata? Maledetti ipocriti, che vivete tranquilli all'interno delle vostre belle case.

Valentino ha detto...

molto diretta e chiara, cruda e scorrevole per narrare vicende che purtroppo da anni toccano le nostre sponde... ma che da sempre sfiorano rive di tutto il mondo... storie di speranza e di una vita migliore... non per venire a delinquere, ma per crearsi una vita migliore in posti a loro lontani per cultura e civiltà, lasciando dietro la loro vita, i loro cari con un cuore pieno di speranza...

indiano ha detto...

ciao
è la prima volta che visito questo blog. bello davvero, brava..

consultandolo un pò mi trovo affascinato da molti argomenti affrontati e dalla modalità con cui ti esprimi. bene.. che l'informazione e i sentimenti girino anche cosi..

saluti

indiano

Michele Giordano ha detto...

e pensare che quando un essere umano - o un paio - sbarca sulle nostre coste su tutti gli organi di informazione: ALLARME CLANDESTINI, ALTRO SBARCO DI CLANDESTINI, TRAGEDIA DI CLANDESTINI....siamo gli unici al mondo - linguisticamente parlando - che usiamo tale aggettivo per nominare, denominare,indicare e - sicuramente - ghettizzare persone molto meno fortunate di noi.

Luca ha detto...

Proprio triste questo post..deve far riflettere..Una storia così..come questa tante altre simili..

Ishtar ha detto...

La triste realtà resa in chiave poetica sembra fare meno orrore...
Un risposta mille cento, ogni risposta ad una domanda personale arriva da dentro noi, al limite possiamo esprimere come ci fa sentire il fatto che le decisioni di pochi che dovrebbero rappresentarci in realtà facciano l'opposto di quello che vorremmo, e le conseguenze per tanti sono spesso queste: irrimediabili!
Buona giornata sorre :-)

PrincessHope.. ha detto...

...silenzio..solo silenzio..

Renata ha detto...

Che freddo dentro! Che freddo intoirno! Un dolore senza fine. Un dolore lacerante. Descritto con la penna intinta nel pianto. Che freddo.
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Scusami,passo ad altro. ma non riesco a collegarmi col blog che mi hai indicato come 3Fix. Mi puoi aiutare?. Grazie e Buona nanna.

3fix ha detto...

Baol ha detto:O Signur...Elsa, non intendevo mica te eh! Efisio....parla tu, porta le mie scuse alla tua amica (che vergognaaaaaaaaaa)

Ciao Elsa. Baol si scusa nel post dedicato a te nel mio blog, dicendo che lo scorfano che ha incontrato non eri tu. Fidati è un bravo e simpaticissimo ragazzo, garantisco io. Purtroppo, però, anche lui non è perfetto, infatti è un commercialista, ma credo che sia l'unico punto dolente del maghetto rutiglianese, per il resto è ok.
Grazie per la segnalazione del blog.
Un saluto salato (come le parcelle dei commercialisti).
Per il tuo Post: I veri schiavi sono loro, le bestie che si approfitano della miseria di altri esseri umani: sono loro, schiavi del denaro, dei loro bisogni, del loro vuoto interiore; sono schiavi delle loro paure, della loro mediocrità, del non avere nessuna dignità, schiavi del loro eterno strisciare e di un incolmabile cupidigia. Quelle persone invece sono morte con tutta la loro dignità, abbracciate dal mare. La morte è solo un passaggio, un attimo di buio e poi la luce della libertà per sempre...
Ciao Muchacha

Ele ha detto...

Non ci sono parole...purtroppo la vita è beffarda..la speranza per queste persone è l'unico appiglio alla quale si possono aggrappare, purtroppo non tutti riescono o magari quando giungono qui si rendono conto che in fondo non è la terra promessa che si aspettavano..

holden ha detto...

Ciao stella.
Ti riporto ad una citazione di un mio post..mi sembara il miglior commento.................

Andrebbero accolti sulle spiagge con le sirene delle navi e dalla folla in festa come l’arrivo di un giro del mondo.
Donne e uomini, anziani e nascituri si staccano dal luogo d’origine sotto la furia di guerre, carestie e altre calamità da apocalisse.
Perduta l’origine, hanno per destino l’orizzonte.
Non avevano vocazioni di esploratori, volevano abitare il loro posto,
non mendicare l’altrui.”

Erri De Luca_L’utopia dell’asilo_ICS-ed. EGA

stella ha detto...

Grazie mille holden,ma non farmi piangere o è bello piangerè? Di felicità indubbiamente...

Elsa ha detto...

chiedo scusa se non riesco a risponde a tutti...e ciò non mi rende serena ...rubo il tempo al mio lavoro...lo farò presto.
grazie come sempre ad ogniuno di Voi.
elsa

veronica ha detto...

Le tue parole riempiono di dignità quei morti.

cornflake girl ha detto...

Ciao. Spero non ti dispiaccia se ti aggiungo alla mia lista di amici. non ti lascio mai commenti ma ti leggo spesso. non ti lascio mai commenti perchè mi sento piccola a leggere le tue sempre bellissime e toccanti parole. non ti lascio mai commenti perchè mi perdo ad ascoltare "la tua voce" quando vengo qui nel tuo mondo...

Luigi Serra ha detto...

Davanti a simili tragedie ci sente piccoli ed inermi. E pensare che se le grandi potenze volessero potrebbero risolvere i problemi del terzo mondo in pochi anni. Basterebbe utilizzare un minimo delle risorse che usano per fare le spese militari.