sabato 15 marzo 2008

La rivolta dei monaci tibetani

Prevale in me una grande tristezza ogni qual volta viene violato un diritto e si manifesta una repressione brutale.
Mi riferisco agli scontri che ci sono stati a Lhasa.
In seguito alla Birmania, anche in Tibet vi sono state manifestazioni dei monaci contro la violazione dei diritti umani. Al corteo hanno partecipato diversi civili e sono nati degli scontri.
La Forza militare puntualmente si è materializzata scatenando una sanguinosa repressione. Ancora non si conoscono il numero dei feriti e tanto meno quello dei morti. Comunque difficilmente Pechino renderà noti i numeri reali. La grande Cina accusa il Dalai Lama di aver formentato tali disordini.... Forse dico io. Non dimentichiamo che questo paese ospita i giochi olimpici !!!!! Forse per i monaci un occasione per far percepire al mondo intero il malessere della gente tibetana. Ciò non giustifica alcuna forma di repressione. Sappiamo che il Tibet chiede da troppo tempo una forma di autonomia (non accetta l'indipendenza) e sopratutto il rispetto per la propria religione (spesso relegata ad una forma di filosofia di vita). Il Dalai Lama ,insignito del premio nobel per la pace,è da una vita che gira il mondo chiedendo aiuto e comprensione per la sua gente. Ricevuto dai "potenti" del mondo....mi chiedo quanto il mondo sia disposto a fare per il popolo del Tibet. Si è capito da che parte sta il mio Mare?????????

3 commenti:

ISHTAR ha detto...

Qualcuno ha scritto proprio su questo argomento che la Cina è troppo vicina dato che se andiamo bene a guardare intorno a noi, ne capitano di simili!
Qui abbiamo almeno l'illusione di democrazia...
Per me i monaci tibetani sono un vero esempio, un patrimonio da salvaguardare, ma si sa che per difendere qualcuno i potenti devono avere il loro tornaconto economico, non si spiegherebbe se no il fatto che per alucuni paesi grondanti di petrolio vadano in missione di pace, mentre se ne strafregano di guerre quotidiane che avvengono in alcuni paesi molto poveri!
Con questo non voglio dire che sono favorevole alle missioni di pace, per me anche quella è un azione violenta che di pace ha solo il nome!
Buona giornata

Marketing e Formazione ha detto...

L'argomento è tabù. I governi occidentali non possono nulla di fronte alla potenza (violenza?) dell'asse politico economico costituito tra Russia e Cina. Il rispetto dei diritti umani in quei paesi non è proprio contemplato. Gli occidentali non hanno interesse ad intervenre: Cina: 1.300.000.000 persone di cui cento milioni di miliardari!!! Della enorme crescita economica russa cosa vogliamo dire: il monopolio di fatto del gas! Noi siamo pochi, sempre meno ricchi, e sempre più straviziati. Intanto i morti in Tibet sono saliti a 100. Boicottare le olimpiadi? Lo sport non è più custode di nobili valori, anzi! Non mi piace essere negativo nei miei commenti. Questa volta però non so come fare.

Anonimo ha detto...

Dear friends,

After decades of repression under Chinese rule, the Tibetan people's frustrations have burst onto the streets in protests and riots. With the spotlight of the upcoming Olympic Games now on China, Tibetans are crying out to the world for change.

The Chinese government has said that the protesters who have not yet surrendered 'will be punished'. Its leaders are right now considering a crucial choice between escalating brutality or dialogue that could determine the future of Tibet, and China.

We can affect this historic choice--China does care about its international reputation. China's President Hu Jintao needs to hear that the 'Made in China' brand and the upcoming Olympics in Beijing can succeed only if he makes the right choice. But it will take an avalanche of global people power to get his attention--and we need it in the next 48 hours.

The Tibetan Nobel peace prize winner and spiritual leader, the Dalai Lama has called for restraint and dialogue: he needs the world's people to support him. Click below now to sign the petition--and tell absolutely everyone you can right away--our goal is 1 million voices united for Tibet:


http://www.avaaz.org/en/tibet end the violence/7.php