John Mary... ( Giovanni Maria) spesso ti chiamo così... l'azzurro dei tuoi occhi che diventa severo alle volte mi inibisce... come quando ero piccola e bastava un tuo sguardo. John Mary... oggi so da chi ho preso la mia "insana" passione per la lettura... come quando ero piccola e ti vedevo chinato sul tuo quotidiano. John Mary...
io e Te non abbiamo mai avuto un gran dialogo... come sei sardo e granitico nelle tue poche parole mentre io parlo fino a sfinirmi.
spesso ti chiamo così...
poche volte ho attraversato il tuo sguardo e sono riuscita carpirti quanto basta... come quando ero piccola e tu vigilavi su di me.
John Mary...
quando rivedo le tue foto, penso che mi sarei innamorata di uno bello e forte come Te... non se avessi saputo che fossi così silente.
spesso ti chiamo così...
forse l'acqua che ho nello sguardo l'ho presa dal Tuo Ammiraglio ( mamma )... ma io non porto i gradi e non li voglio.
John Mary...
babbo, oggi reggo l'azzurro severo... ma non capisco il motivo del suo perenne esserLo... tutto ciò da quando ho compreso la sensibilità che cela.
Dissolta su una pelle di qualità la pelle girovaga senza una meta il corpo tace, silente nei rumori ovattati. Perchè la vita è un eterno movimento come il sale, unica musica che culla le notti. Elsa
Ci arrivammo dopo una corsa fra le stradine della pineta, le piante di mirto selvatico, aromi di salvia, menta e rosmarino… nel profumo di una notte al confine con il sale. Giocavamo come bimbi… lui che mi prendeva ed io che gli sfuggivo nella tormentata brama di averlo. Potevo leggere il desiderio nel suo sguardo… l’ansia di possedermi. Le nostre risate si fecero più lievi, in nostro affanno non si placò neppure nella profondità di un bacio che scivolava dentro. Arrivammo sulla riva , ci sedemmo sulla sabbia , ascoltammo la voce del mare, lo respirammo. Io cingevo le mie gambe sul suo bacino, i miei seni sule sue spalle. Ancora una volta fuggii la presa… di corsa verso il nido. Il tempo di varcare la soglia… Ci perdemmo in un assaggio di frutta senza mai smettere di osservarci. Indossavo un jeans… rigorosamente scalza accesi qualche candela… dolce il rumore delle onde sulla battigia. Ci baciammo con una passione tale da sentire i sensi vibrare. Non ricordo come ci trovammo senza veli uno di fronte all’altro… avevamo smesso di correre ma non di giocare. I baci divennero ancora abissali , le sue mani si insinuavano in ogni dove… Il piacere era intenso mentre i corpi si esploravano. Ogni centimetro della mia pelle era coinvolto in un vertice nel quale ci perdemmo entrambi… si soffermò sul mio seno e adorava sentire la reazione del mio corpo. Toccai con mano le sue labbra mentre la sua lingua si insinuava dolce… Gli baciai le spalle e lo assaporai. Avvertì il mio piacere fra le gambe, come io sentii il suo… Non smetteva mai di tenermi strette le mani. Mi piaceva… fino a quando volli sentirlo parte di me. Ci unimmo in una danza frenetica ma dolce… Amava passare le sue mani fra i miei capelli, adoravo sentire crescere il suo piacere… fra le mie gambe. Si ritrasse, ci sedemmo avvinghiati. Stretti in un abbraccio forte… ancora ci esplorammo, il letto divenne un campo di battaglia… mentre ci donavamo senza riserve. Avevamo spento i cellulari, nessuno poteva violare quella dimensione. Mi chinai sui suoi piedi piano scalai le sue gambe… assaporando la pelle salmastra. L’odore della notte ci travolse… le sue parole appena sussurrate mi penetrarono laddove godere era un imperativo voluto. Non ricordo cosa dissi… ricordo solo che con i movimenti delle mie mani lo accompagnarono in ogni dove… insieme godemmo di un sentimento che era nostro, di una passione travolgente. Sentirlo in me, faceva si che lui mi sentisse sua completamente. Spossati, ci concedemmo una tregua sulla riva, inesorabilmente finimmo in acqua... parte essenziale di entrambi, per poi ricominciare mentre piano lasciava scivolare le sue dita sul mio profilo. Movimenti sempre più audaci… il nostro sorriso nello stesso istante in cui scoppiò il piacere.
Il suo calore mentre godevamo l’attimo. Giù al mare… il suo piccolo monolocale, fra aromi selvatici come il mirto. Elsa
Da oggi a Porto Torres inizia il blocco del pontile che consente lo scarico delle merci... Ergo non avremmo carburante neppure per le auto.
La protesta dei 20.000 finalmente è stata ascoltata!!! I disguidi per noi sono insopportabili ma resisteremo nell'appoggiare questa forma di protesta.
Eni... ergo lo Stato si fotte la chimica ufficialmente... la cosa era palese fin da quando era Soru il governatore della regione... adesso è cosa fatta!!! L'impianto di cracking si ferma inesorabilmente, lasciando a casa tante persone disperate.
Il titolo di un quotidiano locale esprime le parole del premier ( bontà sua )... mentre oramai il problema non è la terza settimana del mese, ma il mese intero.
Per noi il G8 aveva una valenza solo infrastrutturale... disperato bisogno di strade e porti... promessi, inoltre sostenuti dai fondi FAS... Tutto a puttane... insieme all'unico hotel a 6 stelle che alla Maddalena, la carissima Mercegaglia ha scippato agli impreditori sardi... il potere d'acquisto ovviamente stava altrove e non sull'isola... Dopo lo smantellamento della base americana ai sardi rimane in mano un bel nulla.
Qualcuno mi chiede spiegazioni su un mojito ed un rutto eh...
Si dice, ci fosse in giro un tizio un pò strano, si dice avesse uno strano nome, G8... bizzarro appellativo però... Si dice anche, famenel mondo e tanti soldi... Ma devono essere le solite malelingue. Se fosse vero il nome del tizio... un mojito ed un rutto. I soliti pettegolezzi... consueta maldicenza, mah !!! La Cina... osservo il mare e sogno la mia barca a vela.
Ieri ho visionato due filmati che raccontano il dramma " post elettorale" in Iran... dire che sono rimasta basita ed incazzata è alquanto riduttivo. Ho pianto nel vedere come sono state pestate e poi finite alcune persone. Non posso che essere solidale con quella gente, sento il dolore e so di non poter fare assolutamente nulla... se non scrivere due righe per esprimere il mio dissenso verso quella forma di regime. la mia stima nei confronti della ribellione manifestata , la mia speranza che anche in Iran le cose possano cambiare. Ci vorrà tempo... ma le prime crepe sulla censura ci hanno dato modo di vedere e di capire cosa realmente è accaduto.
Si fottano i leader con i loro farneticanti discorsi... la gente vuole ciò che di più caro uno possa avere nella vita la LIBERTA' .
Elsa
ps ... una rosa che piano schiude i sui petali per le vittime della violenta repressione... il cui numero non è dato sapere. Oggi la rete è l'unico modo per avere notizie su ciò che accade in Iran. Ragazzi non siete soli. I blogger hanno chiesto aiuto... Noi ci siamo !!!
La mia gomma da masticare aveva perso il suo sapore di menta... il volo di Rachele era in ritardo. Nell’attesa, scrutavo la stanchezza su ogni viso… il mio non so che espressione avesse. Erano passati diversi mesi da quando Rachele era partita. L’attesa divenne un calvario... oramai ero al terzo caffè, quando sentii la voce dello speaker che annunciava l’arrivo del volo. Cercai invano di darmi un contegno… ma trasudavo emozione e contentezza. Sentii pronunciare il mio nome… il tempo di voltarmi e fu Lei a prelevare me. Nessuna parola, solo un lungo abbraccio e qualche lacrima. Le sistemai i bagagli sulla mia auto, le chiesi dove avrebbe preferito andare… non rispose ma sorrise. Presi la litoranea… ancora una volta ci ritrovammo vicino all’acqua. Le chiesi se aveva fame, Lei annui… poco dopo eravamo al pub. Cavallo e patatine, grazie!!! Adelscott per sei !!! Sotto il tavolo sfilai le mie scarpe, a piedi nudi iniziai a parlarle di ciò che fu… le dissi che Gora aveva perso il lavoro all’interno dell’hotel… causa recessione… le spiegai che adesso con l’inizio della stagione estiva aveva ripreso a vendere cd masterizzati sulle spiagge. Fu allora che mi chiese di Marco… le dissi che era a Londra, che sporadicamente ci sentivamo, ma che spesso era di Lei che aveva bisogno e non di me. Rachele rispose dicendo che Lui doveva trovare la sua pace, aveva un gran percorso da fare… sinceramente non seppi che dire, avevo condiviso una notte con Marco e francamente il suo di dentro non era emerso almeno quanto il mio. Era tanto tempo che non ingurgitavo birra, mi ero quasi scordata quel sapore dolciastro. Rachele scoppiò a ridere, non gli chiesi perché, mi bastò osservarla e ridemmo insieme … per cosa , ancora oggi non è dato saperlo!!! Riesumò una vecchia foto… che catturava un istante della nostra infanzia.
"Let it be"... tirò fuori dal suo mega borsone le mitiche essenze… io che non le amavo, non aspettavo altro. L’amicizia che ci legava non avrebbe avuto un tempo, in quell’istante divenni consapevole di questo. Gli dissi che la zia Clotilde mi aveva riempito il frigorifero con vasetti di ogni tipo e di vari colori… Lei che andava matta per le confetture ne fu entusiasta. La terza Adelscott ci lasciava felicemente stordite. Dovevo parlarLe dei miei flashback… Non poteva sapere ciò che mi era accaduto e quanto stavo vivendo… ma adesso era li… proprio come neiricordi dell’infanzia. Rimisi i sandali ai piedi mentre Lei prendeva accordi per le serate al pub, avrebbe ripreso il suo lavoro qui. La lasciai sotto casa sua… puzzavo come un bosco di bergamotto!!!
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Flashback
" Le Ducal... Le Ducal... Le Ducal... "
Mi ritrovai con la mente altrove, mi chiedevo come sarebbe stata la nostra prima cena, in genere non mi metto tanti problemi... eppure questa volta era diverso.
A piedi nudi mi ritrovai a vagabondare fra la mente ed il cuore… disorientata fissavo un vuoto colmo di me.
Flashback...
"Posso avere il piacere di offrirle un aperitivo… Le Ducal… fra un ora sarò li ad aspettarla.”
L’ auto costeggia il mare… arrivò l’ora dell’aperitivo. Ero fortemente a disagio, ma cercavo di nasconderlo come un personaggio in cerca del suo autore. Ci sedemmo, bevemmo… solo nell’istante in cui sollevai il mio bicchiere lo guardai negli occhi. Fulminata ed incenerita sul mio lido. Fu una frazione di tempo quasi impercettibile… ma tanto bastò. Sentivo il suo sguardo penetrarmi… non feci in tempo a chiedermi cosa lo avesse colpito di me, o forse non volli... Pagò il conto e fummo ancora sulla sua auto… Cercai di poggiare la mia borsa, quando sentii il calore della sua mano sul mio profilo…mi voltai… piano iniziò a baciare il mio viso, piano baciai il suo… i baci divennero intensi tanto da stordirci piacevolmente. Sentivo in lui una passione che piano divenne mia. Dovevo rientrare in ufficio… mi aspettava un’agenda fitta di impegni. Mentre mi riportava alle origini teneva stretta, quasi come in un morsa, la mia mano, non la lasciava neppure per il cambio marce… Cercai di rendergli il compito più semplice sfilando la mano, la riprese e mi disse che non poteva guidare senza sentire il mio contatto… mi piaceva, scivolavo in un vortice di partecipazione che mi rendeva insicura ma volitiva. Accostò un ultima volta… mi baciò ancora e poi ancora ed io con le mie dita toccavo le sue labbra… scivolavano laddove a lui piaceva, laddove a me piaceva sentirlo. Al bivio avevo scelto di salire su quel treno... sentivo il suo profumo a prescindere da qualsiasi cosa facessi quella sera.
Dopo il lavoro tornai a casa con l'espressione di un ebete... scalza, quasi leggera, quasi leggiadra.
Finalmente... in me era forte il desiderio di salpare.
Rachele sarebbe ritornata per il week and... le sue essenze già profumavano l'aria...
Flashback... ".... a piedi nudi mi ritrovai a vagabondare fra la mente ed il cuore, disorientata fissavo un vuoto colmo di me. "
Il lavoro uccide ancora... A Sarroch in uno stabilmento Saras tre persone hanno perso la vita. Ci sarà un inchiesta e poi un processo e poi... e poi... alla fine rimarranno gli orfani... e quel profondo senso di ingiustizia che fa male.
Leggo che il “ papi” italiano esprime la volontà di voler andare in parlamento per chiarire una sua vicenda personale. Mi chiedo quanto gli italiani abbiano bisogno di sentire mega cazzate in sede istituzionale… A me non me ne fotte un accidenti delle sue vere o presunte cene di gala con al seguito la compagnia del “gentil” sesso. Mi domando… se proprio vuol farci sapere i cazzi suoi, può farlo dal solito salotto, evitandoci soap stomachevoli e bugie palesi, consentendoci di spegnere la TV !!! Vorrei che il “papi” andasse in Parlamento per aggiornarci sulle vere condizioni dei terremotati… sul caldo infernale di questi giorni all’interno delle tendopoli… vorrei che lui ci andasse per spiegarci meglio il decreto sicurezza, che magari argomentasse sui nostri veri o presunti lager nazisti che danno accoglienza agli emigrati… vorrei che ci andasse per riferirci riguardo ai posti di lavoro che ogni giorno diminuiscono, riguardo all ‘arroganza di E.N.I che fotte la chimica con tutti i suoi operai… Gli chiederei anche perché in Sardegna aumentano in maniera esponenziale le concessioni demaniali a scapito di chi non può permettersi il costo di un ombrellone e di un lettino su una spiaggia. Sarebbe interessante… molto meglio delle sue penose verità… che peraltro non interessano a NESSUNO.
Ci faccia il piacere… per il bene del mio paese. Elsa
A piedi nudi ti vengo incontro piano un passo dopo l’altro, mi bagno di sole mi immergo nel sale percorri i miei viali lasci che io ti veleggi esausta emergo lieta.
"Peronismo Termine che indica sia il movimento politico (chiamato ufficialmente Partido Justicialista, Partito giustizialista) sia la dottrina di stampo nazionalista e populista che si affermarono in Argentina nel 1946 in seguito all’elezione di Juan Domingo Perón alla presidenza del paese. Il peronismo delle origini, ispirandosi al corporativismo fascista, la dottrina peronista si basava sulla collaborazione tra le classi, affidando a un sindacato unico controllato dal governo la direzione dei lavoratori e all’esercito un ruolo di mediazione e di direzione politica..." fonte ENCARTA... pss ne vogliamo parlare...
"Posso avere il piacere di offrirle un aperitivo… Le Ducal… fra un ora sarò li ad aspettarla.”… .
Flash Back Naufraga mi ritrovai stesa su una lettiga… piano cercai di riordinare i miei pensieri, i volti intorno a me divennero quasi familiari… La nebbia della mia apatia si diradava, adesso piccole e silenti stille di me bagnavano gli occhi. Finalmente !!! Esclamò l’uomo con il camice verde… quasi gli sorrisi… Lei ha avuto un attacco di paura allo stato puro! Continuò l’omone verde… quasi gli credo, pensai. Chiesi umilmente di potermi sollevare ma non ebbi risposta… domandai con aria irritata una seconda volta… il silenzio mi urlava dentro. Arrivarono in due… finalmente mi sfilarono un ago dalla vena… potei alzarmi. Il mondo visto da quella prospettiva era molto meglio, pensai. Non parlavo molto ma in compenso pensavo tanto… Anna mi strinse a se... dolcemente, io ero stata via, ma ancora non sapevo dove e come sarei tornata.
Furono due giorni molto intensi… di lei mi rimane il ricordo di un azzurro denso e il suo accento del sud... ci salutammo quasi di corsa... quasi consapevoli che non ci saremo incontrate mai più.
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"Posso avere il piacere di offrirle un aperitivo… Le Ducal… fra un ora sarò li ad aspettarla.”
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Flash Back
Ci sono frammenti di attimi che sembrano eterni nel loro non essere. Ero consapevole di aver nuotato nel panico più totale, ero frastornata… ma quasi fiera di esserne uscita. Al bivio mi ritrovasi persa nella famosa selva oscura… nessun rimpianto però, la vita insegna nell’istante in cui si sbaglia... fondamentale è prendere una decisione e non subirla o quanto meno esserne parte consapevolmente... (?) Ricordo che faceva caldo... ricordo bene i mei capelli in rigoroso disordine, conservo ancora quel vestitino leggero molto femminile... la mia conchiglia fra le mani. Rachele avrebbe cantato giù al pub quella sera... la figlia dei fiori e la sua flemma... Un tizio che si chiamava Marco la marcava stretta in quel periodo... un outsider!!!
Mentre osservavo i binari scelsi di prendere quel Treno.
Qualcuno mi spiega cosa significa soccorrere in mare dei disperati per poi ricondurLi a casa... magari nelle loro patrie galere cagionando Loro una terribile morte per fame o peggio ancora attraverso la tortura!!!
Ma quale "paese" si è reso reo di aver commesso una simile nefandezza ???
Non il Mio.
Ma quali "italiani" hanno perso il senno e la contemporaneamente la memoria nel nome di un tempo che è FU ???
Non IO.
Ma quale "indignazione" allora quando gli inglesi in piena crisi economica non volevano i nostri operai a scapito dei loro???
Non la MIA.
Ma chi è talmente o volutamente stolto da non voler domandarsi da cosa fuggono questi uomini con le loro donne e i loro bimbi???
Non IO.
Chi si rende complice di un scempio simile mi riporta indietro nel tempo sempre più spesso... A quando mia bisnonna ( pace all'anima sua) donò la sua fede nuziale per la guerra nel nome di un DUCE.
Non riconosco il mio Paese... la fierezza dell'essere italiana vacilla davanti a tutto ciò.
Ieri notte mi sono sciroppata un oretta di Porta a Porta... dopo aver visto Ballarò !!!
... Non avevo intenzione di farmi del male, ma alle volte bisogna ascoltare per poter dare un senso a quel qualcosa che apparentemente non ce l'ha !
Io il senso non l'ho trovato comunque... la Veronica della situazione si libera del consorte... ma gli italiani saranno gli unici a trovarselo in ogni dove... (?)
Si porge un rametto di ulivo al dolore di una situazione verso la quale viene invocata la privacy... Eppure Il papà di Eluana Englaro ha subito processi mediatici e gogne da chi crede fortemente in alcuni Valori...
Fra questi il "the Prime Minister" italiano.
Nessuna privacy in quei giorni aveva un senso, eppure il dolore era straziante... Adesso perfino i suoi ministri si ergono al ruolo di estremi difensori !!! Il senso... non saprei trovarlo in un paese in cui si va in onda a reti unificate per invocare il silenzio su una situazione personale... Tutto ciò è pardossale.
Forse, i problemi degli italiani possono trovare in una sorta di Soap "vedo non vedo" una qualche forma di sollievo?
Si... insomma... qualcosa di cui sparlare fra un terremoto ed un G8!!!
Davvero non saprei... La Veronica della situazione, certamente non avrà una SOCIAL CARD con la quale dimenarsi...
Infondo neppure gli italiani l'hanno avuto questo problema !!!
Il finto buonismo mi da alla nausea... Vespa parla, il Prime Minister parla, De Bortoli parla... azz quì mi fermo e dopo averlo ascoltato spengo la tv.
Trovare un Senso ad una forma di manipolazione subdola non ha senso. Tutto è maledettamente e palesemente chiaro.
"Posso avere il piacere di offrirle un aperitivo… Le Ducal… fra un ora sarò li ad aspettarla.”
Flash back... L’urlo di una sirena, la richiesta ostinata di ripetere il mio nome… Sento l’eco di quelle parole ma sono distanti… All’improvviso tutto diventa leggero, quasi lieve… quasi si ferma. Riapro gli occhi… ho perduto i sensi e per qualche istante anche la mia memoria. Il viso di Anna mi sta accanto… quasi con cuore, quasi gli credo. Ricordo solo il suo nome, i suoi occhi grandi, il suo accento del sud… mi parla continuamente, ma io sono altrove. I miei pensieri taciuti lamentano una sofferenza ed io non sono in grado di esprimerla. La mia “point break”.
" Posso avere il piacere di offrirle un aperitivo...
Le Ducal... fra un ora sarò li ad aspettarla."
Una giornata invernale, fredda ma non piovosa. Mentre mi dibatto nella mia routine, sul mio numero privato arriva un invito… la mia risposta è un cortese rifiuto. Non ricordavo di aver dato il mio numero e la cosa mi sorprese alquanto. Il nome era familiare ma si limitava al suo essere soltanto un nome. Un incontro formale e nulla di più… Dopo qualche giorno l’invito si rinnova ed io sempre per telefono pongo un freno… La ringrazio ma non verrò il tempo non me lo consente… Mentivo sapendo di farlo… Avevo l'aereo alle sei del mattino successivo, il tempo gestiva me e non il contrario... io lasciavo che fosse. Avevo acquistato un " don't touch my breil ", l'ennesimo di una lunga serie. Chiamo Rachele... come faccio sempre prima di prendere un aereo... impartisco lei decisioni testamentarie... mi manda a quel paese in men che non si dica!!! Cazzarola... lei non dice mai le parolacce!!! Uhmm
Flash back… La mia volontà è nulla, gente indaffarata accanto a me… sento il profumo del mare, ascolto ancora il mio nome… qualcuno urla e non so il perché… la mia mente viaggia e proietta dentro di me immagini scostanti, adesso ho una fottuta paura. L’urlo della sirena diventa assordante adesso che recepisco un ricordo alquanto confuso. Anna mi tiene la mano… la mia ancora… durante il naufragio. Mi sentivo un isola... incapace di relazionarmi. Sul mio seno scoperto fredde mani applicano un monitoraggio cardiaco... Ancora quel prufumo di sale complice della mia espressione silente... Vedo il volto di mia madre, quello di Rachele... anche la Zia Clotilde fa parte di un sentiero che attraverso per la prima volta. Mio nonno stava malissimo... ed io ero lontana, anche da me stessa. Ossigeno!!! "point break"
“Posso avere il piacere di offrirle un aperitivo… Le Ducal… fra un ora sarò li ad aspettarla.”
"Sa die de sa Sardigna, il Giorno della Sardegna in limba, è la festa del popolo sardo. Riconosciuta dal Consiglio Regionale il 14 settembre 1993, vuole ricordare i "Vespri Sardi", l'insurrezione del 28 aprile 1794 che costrinse alla fuga da Cagliari il viceré Balbiano, in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste dell'allora autonomo Regno di Sardegna per il riconoscimento dei diritti di cui i sardi avevano goduto per secoli, le leggi fondamentali del Regno, per riservare ai Sardi le cariche pubbliche, un Consiglio di Stato a Cagliari, vicino alla sede del Viceré e l'istituzione a Torino di un Ministero per gli affari della Sardegna. " ( fonte Wichipedia)
Ci sono momenti così… attimi che sono unici. Questo è solo un fermo-immagine, ma parla e dice tanto… trovarsi in questa dimensione è sublime. Fra mare e cielo solo il vento… un corpo scivola piano laddove rinasce ancora una volta. Laddove il tempo smarrisce un senso… io ritrovo l’essenza. Ciò che diventa sostanza rimuove l'inutile... Un sentire libero e mai per caso... consapevole del dono.
Elsa
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pss la mia pazienza è finita... continua a piovere!!! Devo chiamare grande kapo sciamano... da noi non è desertificazione ma glaciazione-alluvione!!! Ci han preso per il culo anche sta volta... MAH
L’acqua che piove dal cielo ha una strana forma… sembra costretta. Temporali tanto improvvisi quanto violenti squarciano il cielo. Il mio vicino di casa, imperterrito, da sei mesi ormai, trapana casa! Mi chiedo se non stia edificando la terza camera del " primo" piano casa. Cazzarola l'avranno avvisato che quel piano casa è stato sostituito con un altro??? Il digitale terrestre… una minkiata colossale sull’isola !!! Quando il vento fotte il sale, spariscono tutti i canali e inesorabilmente bisogna ri-sintonizzare il tutto… due palle! Tutto ciò capita spesso... quindi sovente rinuncio mio malgrado alla megalomania che il primo ministro, di chissà quale paese, tesse e cuce per poi disfare...
Mi viene in mente una certa Penelope… quella di pazienza ne aveva tanta… Io inizio a finir le scorte.
I cubetti di ghiaccio vengono giù inaspettati… mi chiedo quale avvisaglia possa essere questa! In questi giorni ci hanno detto tante volte che i fenomeni sismici e le alluvioni sono eventi non prevedibili… Nutro fortissimi dubbi su questa ipotesi. Gli anziani del posto non ricordano un annata tanto piovosa in vita loro. A Capo Terra gli alluvionati avrebbero tanto da dire a riguardo. Bontà dei governanti, ad un solo anno dal disastro, arrivano le prime concessioni edilizie, su un territorio a grave rischio tutt’oggi!!! Ma ci si prepara per il G8 di Luglio… cazzo che evento !!! L’isola sarà esportata… Gheddafi, dormirà in una tenda… non Vi dico il casino per accontentarlo. Gli imprenditori sardi che da questo evento avrebbero dovuto avere un incremento di lavoro, sono stati beffati da impresari importati sull’isola. Io mi domando perché sulla carta stampata nazionale, tutto questo non si scriva… WHYYY
Elsa
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(ps dedico queste poche righe agli amici abruzzesi... il mio cuore è sempre stato con loro, ma troppo era il dolore per riuscir a scrivere qualcosa senza pensare di sbagliare).
La pioggia fotte il sale... piano continua a cadere... vorrei fermarla, ma non posso. Forse alle volte neppure lo voglio. Ti vengo incontro ancora una volta...
Io vivo male ciò che non si tange per ragioni che non comprendo... Fa nulla, la pioggia fotta pure il sale...
A puttane le spiegazioni di un mondo intero, insieme alle ipocrisie palesi di prediche stolte... La tua salsedine mi impregna le labbra... Una sensazione da orgasmo plurimo aggravato. Finalmente ti sorrido... anzi rido.
La mia conchiglia ti penetra giù in profondità... laddove si riesce a vederla, laddove è difficile trattenere il respiro. Io questo lo so bene...
Apro gli occhi... tenui le sfumature, delicata la sua movenza... sul cuscino un biglietto di Marco.
" non so cosa sia, ma so che mi piace... come i ricordi d'infanzia, my darling lasciati andare. Il tuo mare calmo è bellissimo, ma anche le tue onde lo sono. Buongiorno. Marco"
* La porta a rete sbatte Il vestito di Mary svolazza Come una visione lei danza sotto la veranda Mentre la radio suona Roy Orbison canta per quelli che si sentono soli Io sono tra quelli e tutto ciò che voglio sei tu Non rimandarmi a casa Non posso proprio rivedermici da solo Non tornare dentro di corsa Tesoro, lo sai perché sono qui Ed è per questo che sei spaventata e pensi Che forse non abbiamo più l'età per certe cose Dammi un po di fiducia, c'è magia in questa notte Non sei una bellezza, ma a me vai bene così Oh e per me va tutto bene così Puoi nasconderti sotto le coperte A rimuginare i tuoi dolori Mettere una croce sui tuoi vecchi amori Disperdere rose nella pioggia Sprecare la tua estate pregando inutilmente Che da queste strade si levi un redentore Bene , io non sono un eroe Questo lo sanno tutti E l'unica redenzione che ti posso offrire, ragazza Sta sotto questo sporco cofano (della macchina) Con una possibilità di renderlo in qualche modo migliore Ehi, cos'altro ci rimane da fare Se non tirare giù il finestrino E lasciare che il vento spinga Indietro i tuoi capelli La notte è tutta per noi Questa strada a due corsie ci porterà ovunque vogliamo Abbiamo un'ultima possibilità per avverare i nostri sogni Per scambiare con delle buone ruote le nostre ali Salta su Il Paradiso ci aspetta lungo il percorso Dai, prendi la mia mano Stanotte cercheremo di raggiungere la terra promessa Thunder Road, Thunder Road Thunder Road Là fuori in attesa come un killer sotto il sole Ehi, lo so che è tardi ma possiamo farcela se corriamo Thunder Road, siediti bene e tieniti forte Thunder Road
Bene, ho preso questa chitarra E ho imparato a farla parlare La mia macchina è là dietro Se sei pronta ad iniziare questo lungo viaggio Dalla tua veranda al mio sedile anteriore La portiera è aperta ma la corsa non è gratis E so che ti senti malinconica Per le parole che non ti ho detto Ma stanotte saremo liberi Tutte le promesse saranno rotte C'erano spettri negli occhi di tutti i ragazzi che hai lasciato Adesso tormentano questa polverosa strada di costiera Nelle carcasse bruciate di vecchie Chevrolet
Gridano forte il tuo nome nella strada di notte La tua toga universitaria è a pezzi ai loro piedi E nella fredda solitudine che precede l'alba Senti i loro motori rombare Ma quando ti affacci sulla veranda si sono già dileguati Nel vento, perciò Mary salta dentro E' una città piena di perdenti E io me ne sto andando per vincere
Oggi il sole mostra se stesso non vedeva l'ora... terribilmente vanesio mentre penetra il mare con lame di luce e calore. Alice non dorme, ma si sveglia sempre nei momenti sbagliati, ti bacio, ti annuso, ti respiro nettare che sazia... Elsa
Dedicata a tutti coloro che non hanno nulla da perdere, a tutti coloro che ogni volta sfidano la sorte perchè non hanno nient'altro, a tutti coloro che il mare è la vita, a tutti coloro che il mare è la morte.
Fan culo ai commercianti di uomini !!! E non mi riferisco solo agli scafisti, esistono varie categorie di addetti ai lavori con mansioni diverse...
Osservo l’orologio, non dovrei farlo con un interlocutore davanti… ma sono bollita. Lui continua a parlarmi ed io ascolto fin dove posso, oltre non arrivo. Ore 21.00 spengo le luci dell’ufficio. Mi dirigo verso l’auto, piove un po’… lascio che l’acqua mi bagni. Il rosso mi obbliga alla sosta, quasi dormo… quasi sogno, tanto da riuscire a sentire una fra le mille essenze di Rachele. Il profumo è talmente intenso ed io mi ci perdo… tanto da non sentire chi mi suona dietro per via del verde. Sto lavorando intensamente, so che prima o poi arriverà un black-out… ma sono fatta così. Parcheggio sotto casa…L’ascensore è troppo lento questa sera… quanto mi sembra distante il mio nido. Corro svelta su per le scale nella convinzione di aver fottuto la lentezza del montacarichi. Non verifico, lascio che sia… Piano mi sfilo le scarpe, piano mi svesto, piano in doccia. Metto un po’ di musica, non ho voglia di pensare… forse neppure di ascoltare, ma lei fa presa in ogni caso su di me. Mi preparo un passato di verdure. La zia Clotilde lascia sempre una discreta riserva nel congelatore. La mia antipatia per lei rimane intatta… ma in quell’istante le rivolgo un pensiero gentile. Ascolto i messaggi nella segreteria telefonica… La mamma protesta per la mia latitanza, Rachele mi chiede di richiamarla, Marco mi bacia… Avvolgo me stessa fra le lenzuola nuove di flanella, mi stendo sul divano. Ascolto nel silenzio il vociare dei bimbi che abitano di fianco a me. Sorrido e vorrei avere in quell’attimo le loro energie. Squilla il cellulare… cazzo ho dimenticato di spegnerlo!!! Evito di rispondere. Non oggi, time out.
Domani ci sarò per tutti... ma non adesso.
Lentamente chiusi gli occhi e tutto divenne più lieve...
La sua vita si è spenta, sicuramente non sapremo mai la verità. Aveva solo 25 anni.
Mir Sayafi, era un blogger... finito ad Evin per aver osato criticare il regime iraniano. Nel cercare una foto sul carcere, tristemente famoso per le nefandezze che si compiono al suo interno, mi sono soffermata su questa... una fra le meno crudeli rispetto alle molteplici immagini di cadaveri che ho visto. So che in Iran vige la pena di morte... so che in Iran è vietato dissentire... ma fa male comunque sbattere il muso su certe realtà. Però voltarsi dall'altra parte non è una cosa che mi appartiene, nella maniera più assoluta.
Non ho mai sentito il suono della sua voce... non ho mai letto il suo blog... ma ritengo profondamente ingiuste le motivazioni che lo hanno condotto ad Evin. Un luogo dove la dignità di una persona viene violentata a prescindere... uomo o donna che sia!!!
Si dia voce alla libertà diespressione... nel nome di coloro che non hanno mai avuto questo diritto!!!
Uomini che camminano lungo i binari Vanno in un posto dal quale non c'è ritorno Gli elicotteri della polizia stradale arrivano da dietro la collina Zuppa calda sul fuoco da campo sotto il ponte La fila per il ricovero arriva oltre l'angolo Benvenuti nel nuovo ordine mondiale Le famiglie dormono nelle loro macchine nel Sudovest Niente casa niente lavoro niente pace niente riposo L'autostrada è viva stanotte Ma nessuno persuade nessuno di come andrà a finire Sono seduto qui alla luce del fuoco da campo E sto cercando il fantasma di Tom Joad Tirò fuori il suo libro di preghiere dal bagaglio su cui dormiva Il reverendo accende un mozzicone e fa un tiro In attesa del giorno in cui gli ultimi saranno i primi e i primi saranno ultimi In una scatola di cartone sotto il cavalcavia Hai un biglietto di sola andata per la terra promessa Hai un buco nella pancia e una pistola in mano E dormi su un cuscino di dura roccia Ti Lavi nell'acquedotto cittadino L'autostrada è viva stanotte Dove sia diretta tutti già lo sanno Sono seduto qui alla luce del fuoco da campo E aspetto il fantasma di Tom Joad Adesso Tom dice "Mamma, dovunque c'è un poliziotto che picchia un ragazzo Dovunque c'è un neonato affamato che piange Dove c'è una lotta contro il sangue e l'odio nell'aria Cercami mamma, io sarò lì Dovunque c'è qualcuno che combatte per un posto in cui stare O per un lavoro decente o per una mano d'aiuto Dovunque qualcuno lotta per ottenere la libertà Guarda nei loro occhi, mamma, e vedrai me Bene l'autostrada è viva stanotte Ma nessuno persuade nessuno di come andrà a finire Sono seduto qui alla luce del fuoco da campo Con il fantasma del vecchio Tom Joad
Mi ritrovo a scrivere su questa infamia, provo un grande dispiacere ovunque i diritti vengano violati... non solo a parole ma nel sangue. Qualsiasi forma di regime è aberrante e lede la dignità dell'essere umano.
Oggi nella giornata dell'ottomarzo... il mio pensiero va a tutte le donne... in particolare voglio ricordare una piccola, grande woman... Ha 62 anni, da dodici vive agli arresti domiciliari, privata della libertà in quanto, stante la terribile situazione, continua a combattere per un popolo oppresso contro una dittatura fra le più più infami, in Birmania.
Il mio rametto di mimose a tutte Voi, e alla donna, leader democratico, Aung San Suu Kyi, che alla faccia delle privazioni cui è sottoposta non demorde. Come potrei non provare per lei un gran rispetto ed una grande stima.
Per chi non lo sapesse... per la Sardegna in senato la proposta sulle quattro centrali nucleari sull'isola!!! L 'idea è del sismologo Enzo Boschi... il quale sostiene " la Sardegna è l'area italiana migliore per la costruzione di centrali nucleari, perchè è la più stabile dal punto di vista sismico".
Allora chiedo a chi protestò perchè Soru propose una mano alla regione Campania per lo smaltimento dei rifiuti... sappiamo che in casi di emergenza la solidarietà è un dovere... cazzo mi chiedo cosa pensano oggi tutte quelle persone che adesso silenti non si pronunciano !!! Che provino un grande vergogna per non aver capito o voluto comprendere dove saremmo finiti.
I sardi hanno dimostrato di meritarsi questo e altro... perchè è di oggi la notizia che verrà messa mano al piano paesaggistico... forse saranno violate quelle zone vergini... perle che ancora per poco ci apparterrano, in nome di una speculazione edilizia, che non porterà soldi nell'isola... ma solo una grande delusione come sempre. In me un' amarezza profonda.
Al pub aspettavano Rachele per le prove. Non avevo più avuto sue notizie, nessuno l’aveva più sentita. Marco era ritornato a Londra, le sue telefonate erano spesso cupe e umide. Un po’ come l’aria londinese. Quella mattina persi l’ennesima battaglia con la mia inseparabile compagna di lotte… la sveglia!!! Erano le sette, mi recai in cucina e mi preparai il più velenoso dei caffè… Squillò il telefono, vista l’ora… rispondo con voce incerta, era la figlia dei fiori… Sorrido e sono felice di sentirla. Avrei mille domande da farle… ma non ne ho il tempo. Mi chiede come sto, mi dice che sta benone.Mi chiede di Marco, le chiedo perché non lo chiama, mi dice che è una storia lunga... mi chiede di salutarlo per lei. A presto… riesco a pronunciare piano due parole. Allora quella di Rachele non era stata una fuga… ma la reale volontà di staccare con tutto per un po’. Chiamo Marco, gli spiego… rimane turbato. Io conoscevo Rachele e sapevo che nella vita non avrebbe permesso a nessuno di mettere in discussione il suo volere. Sapevo della sua immensa bontà, ma in amore era da tempo che non apriva il suo mondo. Forse non era arrivato il momento neppure con Marco. Mi sorprese una cosa però, era la seconda volta che andava in montagna in pochi mesi… non osai andare oltre con il pensiero. Basta vagabondare con la mente. Non oggi, l’alba sulla panchina mi aveva temprato almeno per un po’… Spesso facevo un passo avanti per poi trovarmi due passi indietro. Ho sempre pensato prima agli altri piuttosto che a me, non sono mai stata un egoista e al denaro non ho mai dato tanta importanza… i miei valori sono sempre stati altri. Forse è per questo motivo che l’altra notte i grilli cantavano sui miei pensieri. Avverto il bisogno fisico di sbattermi sul lavoro. Non volevo dar modo alle mente di valicare oltre. La mia era una fuga. Si può scappare in tanti modi senza che nessuno se ne accorga, essendo fisicamente presenti, basta essere consapevoli e non ipocriti. Non volevo soffermarmi su me stessa… ho finito tardissimo tutte le sere e fuori dal lavoro sono stata spesso al campo rom. I bimbi seguono la scuola con profitto e aspettano l’estate per tuffarsi in acqua. In effetti questo freddo inizia a stremare anche me. Il mare ha un colore tremendamente azzurro iceberg, l’idea di un immersione mi sfiora appena. Avevo programmato un week and all’insegna dell’ozio… tenere tutto in standby. Il video citofono si illumina. Sono le tre del pomeriggio… ciondolo scalza dentro ai miei jeans frapunti di vista e cose inutili, con i capelli sistemati in un rigoroso disordine. Suonano ancora con insistenza… è Marco. Gli corro incontro, mi afferra e mi solleva, le mie gambe gli cingono i fianchi. All’improvviso la carica di una mandria di bufali… in seguito il caldo della savana. La mia irrequietezza impediva una qualsiasi direzione… deriva gioiosa perché alquanto inattesa. Ritrovo il mio sguardo calmo, olimpico, profondo, capace di ipnotizzare anche me stessa. Mi commuove un sospiro, ritrovo l’essenza, tengo stretta la mia conchiglia e sorrido nell’attimo in cui ho quel che desideravo... La libertà da un sentire asettico e pragmatico… da tutto ciò che non miappartiene. Il suo respiro mi naviga dentro, leggero mi marca stretta, le mie mani solcano il suo mare… ora lentamente, adesso in profondità. Sussurra il mio nome, ancora e ancora... mentre disegno sulla sua pelle la volontà di crederci, trasuda un' emotività nuova capace di sedurre, eccitare e forse amare. Londra era distante... altrove l'umido del Tamigi.